martedì 31 luglio 2018

Trump, Conte e i conti senza l'oste

Recentemente il premier italiano Giuseppe Conte ha solennemente promesso al presidente statunitense Donald Trump un aumento della quota da parte dell'Italia per le spese di mantenimento della Alleanza atlantica. La Nato, è arcinoto, è uno strumento geopolitica e militare adoperato per i soli interessi degli Usa. Contestualmente sempre Conte si è impegnato a ridurre le esportazioni italiane in America o ad aumentare quelle Usa nel Belpaese. In cambio di tutto ciò avrebbe ottenuto una cabina di regia affidata al nostro Paese per la gestione della emergenza migratoria nello scacchiere del Mediterraneo. Premesso che una decisione del genere non possono prenderla solo due paesi, ma per ciò che mi riguarda la cosiddetta cabina vale meno d'una latrina. In Libia conta la Francia perche ai suoi confini sono tutti paesi francofoni. In Tripolitania contano l'Egitto e i paesi francofoni avendo entrambi queste nazioni ai confini. Anche  l'Egitto pur vicino agli Usa deve tenere  in particolare considerazione gli stati confinanti. Risulta evidente che l'interesse italiano è stato svenduto per due soldi. E non so nemmeno se questa mossa, magari pensata dagli spin doctor di Trump per averne un beneficio per i repubblicani a lui vicini alle prossime elezioni di medio termine al parlamento d'Oltreoceano, frutterà davvero.

Renato Ellero

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