lunedì 25 giugno 2018

I tre, anzi i Trettré della politica italica: Salvini, Di Maio e Meloni

Dall'ascolto dei tg e dei giornali radio degli ultimi giorni viene da fare alcune riflessioni. Mentre il ministro degll'Interno Matteo Salvini attacca le Ong, chiede soldi per i migranti, si può tranquillamente affermare che vi sono truffe sui migranti da parte  delle cooperative italiane  formate da persone che votano e sostengono tutte, e sottolineo tutte, le forze politiche. Alla luce di tutto ciò vi immaginate con quale entusiasmo i Paesi europei accoglieranno le richieste italiane di nuovi fondi per l'emergenza immigrazione? Per quanto riguarda i paesi dell'Est é ora di tagliare perché nella Ue sono venuti solo a mangiare soldi e favorire le delocalizzazione delle imprese in primis italiane.

Frattanto apprendiamo con vivo stupore che pochi giorni fa, nottetempo peraltro, il parlamento ha cambiato il codice di procedura penale. Si genererà un grande risparmio vista la eliminazione di pm e gip. Infatti abbiamo saputo da tale Toninelli Danilo, in arte ministro delle infrastrutture, che ai  sequestri ed agli arresti provvederà lui in persona.

E ancora, sempre stando ai media appare che il governo italiano abbia deciso di scontrarsi con tutti: attenzione però. Tra gli stati nordeuropei sta maturando l'idea di dividere la Ue in due. Da un lato potrebbero esserci Germania, Benelux, gli altri paesi settentrionali con Francia e Spagna. L'Italia sarebbe fuori con i paesi dell'Est e la Grecia. Saremmo i cosiddetti morti di fame anche perché la Gran Bretagna potrebbe rientrare dalla finestra, dopo la Brexit, proprio nella compagine del Nord in ragione della nuova veste di quest'ultima. I signori imprenditori italiani che hanno sovvenzionato qualche soggetto riferibile all'attuale governo preparino le toppe da mettere sui pantaloni all'altezza del fondoschiena. La domanda sul perché siamo all'angolo ha una sola risposta. Abbiamo un popolo che si beve tutte le cretinate che raccontano leghisti e grillini e giustamente questo popolo pagherà un prezzo altissimo. Spero solo che allora i vari Salvini e Di Maio vengano presi a casa loro.

Detto questo occorre aggiungere che non ci sono solo Salvini e Luigi Di Maio a troneggiare sul nulla, ma pure Giorgia Meloni si esibisce in autentiche sciocchezze. Persino il ministro della difesa Elisabetta Trenta, oggetto di per sé misterioso, fa notare alla Meloni che il blocco navale invocato dalla minuta leader di Fdi non è consentito in queste condizioni perché sarebbe un atto di guerra con relativa condanna dell'Onu e della Nato. Per quanto riguarda invece quella che sarebbe la risposta libica facile è pensare che che metterebbe in mare gommoni con  200.000 migranti: sicché quando le nostre navi, stavolta militari, li recuperano, i migranti stessi, entrano dritti dritti in territorio italiano, con la conseguenza imposta dal diritto internazionale di doverli sbarcare sul suolo italiano. Chi ha votato Meloni si sottoporrà mai ad una prova per misurare il quoziente intelligenza? Pensando a Salvini, Di Maio e Meloni mi viene in mente il motto dei napoletani Trettré...

Renato Ellero

domenica 17 giugno 2018

Savona e Rinaldi, i gemelli del nulla

Da quando al governo c'e questo Paolo Savona, pessimo ex ministro dell industria durante il governo Ciampi nel '92-'93 ed assai discutibile ex presidente di Impregilo, il futuro del nostro Paese appare ancor meno roseo. A proposito di Impregilo, per fortuna del professor Savona il ponte sullo Stretto di Messina di "impregiliana" memoria non è stato realizzato. Però quando si parla di Savona, almeno sul piano mediatico, come d'incanto spunta un altro nome: Antonio Maria Rinaldi. Si tratta di un presunto economista che insegna una materia quasi ignota in una università semisconosciuta. Tale Rinaldi imperversa sulle nostre tv elargendo pareri che annoiano persino la mia gatta. E tutto ciò avviene solo perché è una specie di uomo di fiducia di Savona e solo perché i giornalisti, sempre meno critici e sempre più proni rispetto a certe uscite, danno spazio a queste voci senza un contraddittorio degno di questo nome.

Renato Ellero 

sabato 9 giugno 2018

Il premir Conte? Un vaso di coccio

Il neo premier Giuseppe Conte al G7 sembrava un vaso di coccio. Ieri ha seguito passo passo l'idea lanciata da Donald Trump, presidente Usa e per inciso una sorta di pericolo pubblico, di riammettere la Russia nel G7. Poi si è messo in scia ad altri leader europei su posizioni anti-russe. Ci sono alcune immagini che ritraggono il nostro premier lasciato solo mentre gli altri leader europei parlano tra di loro. Pareva un cagnolino abbandonato per strada: ora inesperto va bene, ma privo di testosterone proprio non lo accetto vista l'umiliazione cui sottopone il Paese. Se poi pensiamo che un'altro peso massimo della coalizione, il ministro del lavoro Luigi Di Maio in dieci anni non è riuscito neppure a laurearsi, come accaduto anche per il ministro degli Interni Matteo Salvini, allora andiamo bene, soprattutto se si tiene conto del fatto che, almeno stando ad alcuni media, lo stesso Salvini abbia intenzione di portare all'Economia, forse con la funzione di sottosegretario, tale Armando Siri che ha patteggiato una pena per bancarotta... Come ci si può lamentare se poi all'estero ci etichettano come truffatori? In questo contesto vorrei ricordare che la Russia ha invaso la Crimea e che i suoi soldati, almeno stando ad alcuni quotidiani, hanno abbattuto un aereo civile con trecento persone a bordo: trecento morti sulle nostre coscienze. So bene che qui nel nostro Veneto sono in tanti ad applaudire Salvini. Se un vostro parente era a bordo di quel jet vergognatevi. Io spero però che alcuni veneti, almeno nella nostra regione rovinata dalla sanità griffata Galan-Zaia, si levino con la schiena dritta e non si risparmino davanti a certi affaristi che calcano le scene sia a livello internazionale che locale.